Oggi ci divertiamo!
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Si, perché nell’orto, oltre a lavorare sodo, con costanza e rigore, ci si può anche divertire.
Quinta Tappa, quinto Valore:
DIVERTIMENTO

Nell’orto si torna bambini

Nell’orto si torna bambini.
Torniamo a giocare, a gioire, a sorprenderci come bambini davanti ad una nuova scoperta.
L’orto è un luogo magico che riserva a ogni incontro una nuova sorpresa!
Quando si torna nell’orto dopo i 15 giorni di pausa, si corre tra le aiuole a guardare cosa c’è di nuovo.
Scopriamo le giovani piantine che sono spuntate, cerchiamo di distinguere le specie diverse che abbiamo seminato, come in un gioco.
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Giochiamo a riconoscere i germogli

Mostro la prima fogliolina dell’aglio, una singola foglia a lama piatta, che assomiglia tantissimo alle altre foglioline di graminacee che crescono spontanee nel prato. Sembrano tutte uguali, ma i nostri bulbi li abbiamo interrati lungo la stessa fila a quindici cm di distanza tra loro. E così, uno dopo l’altro, li contiamo, qualcuno ci sfugge perché troppo piccolo o perché non è ancora germogliato ma che emozione!
E le altre piantine? In base alla famiglia di appartenenza presentano foglioline di forme diverse. La maggior parte degli ortaggi è dicotiledone, quindi il primo germoglio è costituito da due foglioline. Possono essere lunghe e strette come quelle delle chenopodiacee (spinaci, biete…) o molto larghe e dentellate come quelle delle cucurbitacee (cetrioli, zucche, meloni…). Le più simpatiche sono quelle dei ravanelli, a forma di cuore. Percorriamo le aiuole in cui abbiamo seminato queste brassicacee e scoviamo tanti cuoricini uno vicino all’altro e ci immaginiamo già quante radici rosse e ingrossate spunteranno presto dal terreno.
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Un ciclo pieno di emozioni

Poi andiamo in serra.
Quanta emozione scoprire che i semi messi a dimora in semenzaio quindici giorni prima ora sono germogli, nuova vita, che di giorno in giorno si trasformano.
Le piantine si alzano, si allargano, producono nuove foglie, con forme nuove, diverse dai primi due cotiledoni. Allo spuntare della 4° o 5° foglia sono pronte per essere trapiantate in campo. Le radici hanno più spazio per allargarsi, il fusto si allunga e si ingrossa. Poi è la volta dei fiori, femminili e maschili o ermafroditi, piccolissimi o appariscenti come quelli di zucca, che si autoimpollinano o si lasciano impollinare.
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Una trasformazione piena di sorpresa

Infine, la sorpresa finale, la trasformazione del fiore in frutto. Un processo che ancora per molti, grandi e piccini, è un mistero. Un vero e proprio miracolo della natura che si concretizza e ci riempie di gioia.
Zucchine, pomodori, peperoni, cetrioli, la maggior parte degli ortaggi estivi sono i veri e propri frutti della pianta.
Molti altri “frutti” possiamo raccogliere nell’orto anche se in realtà sono radici (patate, carote, barbabietole…) o foglie di colori, forme e consistenze differenti (spinaci, radicchi, verze…) o fusti modificati (finocchi, sedano…) o addirittura boccioli di fiori come i broccoli o, come suggerisce il nome, i cavolfiori.
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La raccolta è un momento pieno di emozione. Tutte le fatiche che abbiamo fatto nel lavorare il terreno, tutte le cure che abbiamo dedicato alla nuove piantine per farle crescere sane e robuste, tutta la pazienza che abbiamo avuto nell’aspettare che il tempo facesse il suo corso, sono ripagate nel momento in cui entri in campo e raccogli un succoso pomodoro e lo assaggi ancora caldo di sole.
E sorridi felice come un bambino.
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